Report del convegno del 31 ottobre 2009

Chi erano i Malaspina? Nobili mecenati o crudeli briganti?

Come nasce un Parco Letterario? Ha senso un Parco Letterario in Oltrepò Pavese?

Cos’è il turismo esperienziale?

Perché la promozione turistica dell’Oltrepò è debole?

      Intorno a questi e altri temi si è sviluppato il convegno dedicato alla presentazione del progetto “Un Parco letterario nelle terre dei Malaspina”, moderato con competenza e passione da Giorgio Macellari.

     L’incontro – promosso dalle associazioni Spino Fiorito e Varzi Viva e sostenuto da Comune di Varzi, Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, Banca Intesa Sanpaolo e Cantina Torrevilla –  ha posto le basi per l’effettiva realizzazione del Parco Letterario e per una serie di collaborazioni.

    La presenza di esperti e di rappresentanti delle istituzioni ha favorito un intenso scambio di vedute e di idee sulle strategie per la valorizzazione turistica dell’Oltrepò Pavese che, come ha sottolineato l’Assessore provinciale al Turismo Renata Crotti, devono mirare al coordinamento e alla convergenza su progetti forti come la Via Francigena e la Via del Mare.

   Non è un caso che nel pomeriggio l’Assessore Crotti si sia spostata a Bobbio per partecipare al convegno dedicato alla presentazione della Rete dei Cammini Francigeni e della Via degli Abati, progetti che si legheranno strettamente al Parco Letterario nelle terre dei Malaspina e di San Colombano d’Irlanda.

      La coerenza dell’idea del Parco Letterario rispetto a questi progetti è stata sottolineata dagli interventi di Gilda Caiti Russo, docente all’Università di Montpellier, e di Enrica Salvatori, Professore associato all’Università di Pisa: le due studiose hanno messo in luce l’importanza strategica dei possedimenti dei Malaspina nel Medioevo, collegati alle più importanti vie di comunicazione del tempo, e il significato culturale della corte malaspiniana in relazione alla nascente letteratura italiana.

     Paolo Rizzi, dicente di Economia all’Università di Piacenza, ha evidenziato come il progetto sia in linea con le nuove strategie di sviluppo turistico basate sull’identità locale e sull’unicità dell’esperienza vivibile in un territorio. Un’esperienza, quella nei Parchi Letterari, che si può vivere “attraverso i cinque sensi”, come ha raccontato Stanislao de Marsanich, amministratore unico della Società Paesaggio Culturale Italiano che ha assunto la gestione del marchio Parchi Letterari®.

    Durante il Convegno i cinque sensi sono stati realmente coinvolti: la vista attraverso il tentativo di immaginare e delineare sul territorio una geografia malaspiniana; l’udito attraverso il suggestivo intervento di Maddalena Scagnelli sottolineato dalle splendide musiche dell’Appennino eseguite al violino, al salterio e alla ghironda dalla musicologa insieme a Franco Nobis; il gusto, il tatto e l’olfatto al momento della degustazione di specialità tipiche di Varzi e di ricette medievali autentiche riproposte da Piera Selvatico per rievocare i sapori e i profumi del tempo dei Malaspina.           Il tutto accompagnato dal nuovo spumante della Cantina Torrevilla, il Plant Doré, e da altri pregiati vini dell’Azienda.

      L’attenzione di questa realtà produttiva per la cultura è stata confermata dalla presenza del Direttore Guerrino Saviotti, che ha portato la discussione sui concreti problemi dell’Oltrepò e sulla necessità che un progetto come il Parco diventi patrimonio dell’intera popolazione locale.

Quindi i produttori, i residenti, i giovani: tutti soggetti importantissimi per la riuscita dell’iniziativa, come hanno messo in luce gli interventi dei docenti Daniela Lazzaroni e Maurizio Merlo, responsabili di progetti didattici per la divulgazione del patrimonio culturale e ambientale dell’Oltrepò, e Roberto Delconte, presidente della Biblioteca Comunale Pier Angelo Soldini di Castelnuovo Scrivia e responsabile del Centro Studi Matteo Bandello, che ha portato la sua esperienza concreta e la testimonianza del suo impegno per creare un vero marchio territoriale.

Si tratta di progetti che si basano sulla ricchezza del nostro patrimonio materiale e immateriale, che va salvaguardato: l’importante questione della tutela e del recupero del patrimonio architettonico è stata trattata dall’architetto Silvana Garufi, mentre gli aspetti della promozione, divulgazione e messa in rete delle ricchezza culturali legate in particolare all’età medievale sono stati evidenziati da Maurizio Calì dell’Associazione Italia Medievale.

     E poi finalmente la parola ai protagonisti, i Malaspina: l’Associazione Spino Fiorito ha presentato il progetto del Parco Letterario dedicato ai trovatori legati alla corte dei Malaspina, ricordando le attività svolte dallo Spino nel 2008 e nel 2009; Mirco Manuguerra, presidente del Centro Lunigianese di Studi Danteschi  e dirigente del Parco Letterario Dante in Lunigiana, ha illustrato progetto del Parco dedicato al Sommo Poeta e delineato le strategie future.

Il convegno ha rappresentato un’occasione per riconfermare la collaborazione tra i due Parchi, quello già attivo di Lunigiana e quello nascente in Oltrepò, all’insegna di Dante, dei Malaspina e dei poeti d’amore del medioevo.

Ha chiuso significativamente l’incontro Mirella Gobbi, Console del Touring Club per Voghera e l’Oltrepò, che ha ricordato l’esperienza del Touring nell’ambito del progetto Parchi Letterari e il suo attivo coinvolgimento nella tutela del patrimonio culturale italiano.

Sonia Pasquale

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Obiettivo: agevolare un turismo culturale di qualità

UN CONVEGNO SULL’IDEA DI UN NUOVO PARCO LETTERARIO

A Varzi, organizzato dalle associazioni “Varzi Viva” e “Spino Fiorito”

 

Dare vita a un parco letterario nelle terre dei Malaspina, cioè in Oltrepo Pavese e nell’Appennino delle Quattro Province: questa l’idea sostenuta con forza, entusiasmo e competenza dai responsabili delle associazioni “Spino Fiorito” e “Varzi Viva”. Il progetto nasce dalla presenza nei pressi del castello di Oramala di importanti poeti del Medioevo: i cosiddetti trovatori, compositori itineranti, frequentarono appunto la corte dei Marchesi Malaspina tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo.

Sabato scorso, a Varzi, all’interno della sala polivalente della Fondazione San Germano, storici, studiosi e rappresentanti delle istituzioni si sono interrogati sulla valenza dei parchi letterari e su quali opportunità questi luoghi fisici e mentali possano offrire a un turismo caratterizzato soprattutto da un desiderio di cultura. L’occasione era data dal convegno intitolato appunto: “Un parco letterario nelle terre dei Malaspina: opportunità per un turismo di qualità”, a cura delle stesse associazioni “Varzi Viva” e “Spino Fiorito”.

Gilda Caiti – Russo ed Enrica Salvatori, entrambe docenti universitarie, hanno tratteggiato alcuni importanti aspetti della corte e della famiglia Malaspina, fulcro insostituibile della società dell’epoca, tra feudo, castello e città.

Stanislao De Marsanich (già responsabile della Fondazione Ippolito Nievo e oggi amministratore unico della società “Paesaggio Culturale Italiano”), partendo dalla propria esperienza, ha ribadito la necessità di creare una sorta di rete dei parchi letterari che, in ogni caso, devono diventare una realtà permanente del territorio.

L’economista Paolo Rizzi, oltre a parlare di cultura e di identità in relazione allo sviluppo locale, si è soffermato sull’importanza del capitale umano, sottolineando inoltre un altro aspetto: per l’affermazione di un territorio è decisivo il cosiddetto brand: il marchio.

Maurizio Calì, webmaster e organizzatore di eventi, a sua volta, ha messo in evidenza la riscoperta continua del Medioevo e dei suoi valori artistici e culturali.

Prima della pausa/buffet – con prodotti tipici e vini offerti dalla Cantina Torrevilla – la ricercatrice e musicista Maddalena Scagnelli ha offerto un piacevole intermezzo inerente alla tradizione etno/musicale del territorio delle Quattro Province.

Nel pomeriggio, il convegno è ripreso con l’intervento dell’architetto Silvana Garufi (già direttore presso la Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali di Milano e socio fondatore di Ruralia), la quale ha ribadito un concetto chiaro: per il suo valore testimoniale, l’immenso patrimonio diffuso anche sul territorio oltrepadano non deve andare disperso; e il suo recupero non va affidato alla volontà di pochi, bensì deve essere oggetto di leggi, anche finanziarie, che lo possano consentire.

Mirco Minciguerra (filosofo spezzino e presidente del Centro Lunigianese di Studi Danteschi) ha confermato che la Fondazione Nievo, proprio di recente, ha ceduto la gestione del marchio relativo ai Parchi Letterari: una soluzione necessaria, con l’intervento di un tour operator (“I Viaggi dell’Elefante”) fortemente radicato sul territorio nazionale, che così garantirà la sopravvivenza del progetto romantico dei Parchi.

Ha fatto seguito l’intervento di Roberto Carlo Delconte, responsabile della biblioteca di Castelnuovo Scrivia e, soprattutto, del Centro Studi intitolato a Matteo Bandello, grande novelliere, nato proprio a Castelnuovo alla fine del XV secolo.

Maurizio Merlo, insegnante di Agronomia e Paesaggistica, e Daniela Lazzaroni, dirigente scolastico con alle spalle numerosi progetti didattici e di ricerca sviluppati nella scuola, hanno entrambi affermato, sulla base della loro esperienza, che soprattutto per i giovani studenti è assai importante acquisire coscienza delle potenzialità del proprio territorio, anche perché “non può dispiegare le ali chi non ha solide radici”.

Mirella Gobbi, insegnante e Console del Touring Club per l’Oltrepo Pavese, ha convenuto sul fatto che i parchi letterari, nati da un’intuizione dello scrittore Stanislao Nievo, costituiscono uno spazio mentale e della memoria prima ancora che fisico: intendendo racchiudere i luoghi dell’ispirazione dei grandi autori, gli spazi in cui sono ancora rintracciabili gli elementi della narrazione, i parchi stessi celebrano in modo nuovo e suggestivo il rapporto tra uomo e cultura.

Questi concetti sono stati ripresi, infine, da Sonia Pasquale, Elisa Pianetta e Attilia Vicini, responsabili dell’associazione “Spino Fiorito”, le quali hanno spiegato in che cosa consiste il loro progetto: in estrema sintesi, dare vita al parco letterario “Poeti d’amore alla corte dei Malaspina”.

Il castello di Oramala sarà il cuore del Parco Letterario e ne ospiterà la sede centrale, ma l’obiettivo del progetto è la valorizzazione integrata delle risorse culturali dell’Oltrepo Pavese, per superare la frammentazione e favorire la collaborazione tra gli enti e le associazioni. Il Parco potrà quindi includere tutti i comuni legati alle memorie malaspiniane, come ad esempio: Varzi, con il castello Malaspina e la “torre delle streghe”; Santa Margherita Staffora, dove si trova un edificio di grande importanza, il Mulino Pellegro, un tempo appartenuto ai Malaspina; Brallo di Pregola, anch’esso appartenente ai Malaspina; Menconico, con il borgo medievale che appartenne al marchesato; Ponte Nizza, dove i Malaspina edificarono il castello di Pizzocorno, di cui restano pochi ruderi; Godiasco, importante centro malaspiniano, dove si trova lo splendido palazzo cinquecentesco ornato da un portale in arenaria su cui è scolpita la leggenda sull’origine del nome del casato; Bobbio, con il castello Malaspina; Zavattarello e Romagnese, possedimenti del leggendario capitano di ventura Jacopo dal Verme e luoghi strategici nell’ambito dei rapporti di forza tra le varie potenze; Stefanago e Fortunago, appartenuti ai Malaspina e ai dal Verme, dominati da quella civiltà feudale rievocata al suo epilogo da Defendente Sacchi nel romanzo storico “La pianta dei sospiri.”

Renata Crotti, presente in qualità di assessore provinciale al Turismo, ha promesso l’attenzione da parte delle istituzioni nei riguardi di un progetto che presenta una serie di caratteristiche davvero utili per un rilancio in grande stile del territorio oltrepadano.

 

Giorgio Macellari

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